Biagio Antonacci: nuovo album e singolo: dal 15 novembre ‘Ci siamo capiti male’

Biagio Antonacci torna con il singolo “Ci siamo capiti male” che anticipa un nuovo album di inediti. Il disco si intitola “Chiaramente visibili dallo spazio” e sarà pubblicato il 29 novembre.

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Dopo un’estate di successi trascorsa in tour negli stadi di tutta Italia con Laura Pausini, Biagio Antonacci torna “single” e annuncia il nuovo album in studio: arriverà il 29 novembre Chiaramente visibili dallo spazio, anticipato dal singolo Ci siamo capiti male, dal 15 novembre in radio e sulle piattaforme digitali.

“Chiaramente visibili dallo spazio un giorno come tanti, ma la luce è diversa”, ha scritto Biagio per svelare il progetto che da domani (giovedì 31 ottobre) sarà in pre-order online. Per l’occasione, c’è già un hashtag dedicato sui social: #CVDS.

Il tema dello spazio era già stato anticipato da una clip che si concludeva con la scritta “Piccolo astronauta. Nella copertina del nuovo album, si vede Biagio impugnare la sua inseparabile chitarra lungo un vialetto.

Tra i tanti fan che, a pochi minuti dall’annuncio in rete, hanno riempito l’artista di “like” e commenti, spicca Laura Pausini, che ha postato alcune emoji delle mani che applaudono per festeggiare la notizia. Insieme, lei e Antonacci hanno condiviso il tour negli stadi la scorsa estate, dopo i duetti nei brani “Il coraggio di andare” e “In questa nostra casa nuova“.

Quindicesima prova discografica per Antonacci, il nuovo lavoro dell’autore, interprete e performer è prodotto da Taketo Gohara, Placido Salamone e dallo stesso Antonacci e vede la partecipazione di musicisti eccezionali come il percussionista brasiliano Mauro Refosco (David Byrne, Red Hot Chili Peppers), il bassista Spencer Zahn (Charlie Haden, Kimbra), oltre a quella di una vera e propria orchestra, l’EdoDea Ensemble.

Un album nato dalla voglia di raccontarsi per il quale l’artista ha scelto di avvalersi di un folto gruppo di musicisti e di collaboratori mentre per la produzione si è lasciato guidare dall’esigenza di dare risalto ai colori, ai suoni e ai ritmi che meglio potevano “vestire” la sua musica.

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