Gossip News Italia: intervista alla modellista Francesca De Luca.

Sono tante le figure che lavorano dietro le quinte del mondo della moda. Ci sono molte figure professionali oltre il designer e le modelle, che sono probabilmente le più conosciute. Ci sono gli stylist, i giornalisti, i buyer, i sarti, tante microcellule che collaborano per dar vita al sogno della moda di cui siamo tutti vittime involontarie. C’è però un mestiere del quale si parla poco, che agisce dietro le quinte e che pochi conoscono: si tratta del modellista. La figura del modellista è una figura indispensabile nel fashion system. Agisce durante il processo creativo della creazione di un capo tra il lavoro del designer e quello del sarto. Per capire meglio questo mestiere abbiamo scelto di parlarne attraverso un’intervista con Francesca De Luca, laureata in architettura ma ormai modellista di spicco nel panorama Milanese e docente di modellistica presso l’MKS Milano Fashion School. Ecco cosa ci ha raccontato sul suo lavoro.

– In cosa consiste il mestiere del modellista?
“Il modellista ha l’obiettivo di rendere reale e di conseguenza indossabile il progetto creativo che gli viene affidato. In altre parole deve “tradurre” un bozzetto in un modello che tenga conto della vestibilità, in taglia o su misura, ma anche rispettare le proporzioni, i volumi e le intenzioni creative.”

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– Da quanti anni esercita questa professione?
“Esercito la professione da una decina di anni, inizialmente con il ruolo di assistente e apprendista e successivamente, dopo un percorso di specializzazione, ho affiancato alla professione anche l’insegnamento.”

– Lei è laureata in architettura. Cosa l’ha portata dalla progettazione di immobili alla progettazione diabiti?
“Credo che questo passaggio sia avvenuto concretamente in un momento di svolta del mio percorso personale, ma, era già presente in me una grande passione per la moda che ho coltivato sin dall’adolescenza e ho sperimentato in vari modi anche prima di specializzarmi. I due territori, quello dell’architettura e quello della modellistica, non sono poi così lontani. Hanno in comune la progettazione di spazi e volumi che hanno soltanto una destinazione d’uso differente.”

– Cosa le piace e cosa non le piace del lavoro del modellista?
“Come in ogni professione ci sono fasi alle quali lavoro con più entusiasmo. Generalmente sono le fasi iniziali di interpretazione: quando il progetto arriva tra le mani. Ma è interessante capire anche tutto il processo realizzativo perché molte volte bisogna cambiare strada… insomma ogni volta è una sfida!”

– Considera “il modellista” un mestiere più tecnico o più creativo?
“Credo che un “bravo modellista” debba avere queste due componenti in egual misura, se una prevarica l’altra il risultato ne sarà certamente viziato.”

– A livello modellistico, quali sono i marchi che utilizzano costruzioni modellistiche più complesse?
“Penso che l’utilizzo di costruzioni complesse possa essere un valore aggiunto anche in ambito creativo. A volte ci sono costruzioni complesse ben celate, che per un occhio abituato può essere più semplice riconoscere, a questo proposito cito Giorgio Armani. Ci sono poi marchi che le ostentano tanto da renderla una cifra stilistica, in questo senso potrei citare Rick Owens, Comme des garcons, Maison Martin Margiela e insieme a loro molti altri.”

– È difficile al giorno d’oggi confrontarsi con i designer?
“In questo momento l’iper specializzazione e settorializzazione ha un po’ eliminato la conoscenza di quei territori comuni tra le varie specializzazioni, quindi molte volte chi crea non ha alcuna competenza realizzativa e , qualche volta, questo si trasforma in una incapacità comunicativa e pertanto in un problema.”

– L’esperienza peggiore che le è capitata confrontandosi con un designer?
“Come già detto spesso il problema è di comunicazione, quindi una cosa che a volte accade è che mi venga chiesto di realizzare abiti irrealizzabili.”

– È complesso insegnare la modellistica? Quali sono le difficoltà più difficili da affrontare?
“Per me insegnare è molto stimolante: trovo molto bello il fatto di avere un confronto continuo e un feedback immediato… non sempre è positivo. Sicuramente la modellistica richiede alcune caratteristiche che a volte scoraggiano lo studente, ad esempio: precisione, memoria, logica. La difficoltà più grande è riuscire a non perdere concetti per strada, perché diventa complesso parlare poi degli argomenti successivi.”

– Perché secondo lei sono pochi gli appassionati della moda che scelgono la modellistica?
“Penso per i motivi già elencati: perché la componente tecnica può essere ritenuta noiosa o prevaricante. Non bisogna dimenticare la sua utilità e il fatto che è un profilo molto richiesto poi nel mondo del lavoro.”

– Come mai è una figura così poco conosciuta dagli esterni del sistema moda?
“Sicuramente è una figura che rimane “nascosta”. Forse si ha l’abitudine di pensare alla figura del sarto, che effettivamente in passato aveva anche queste competenze, che nel tempo sono state ridistribuite in nuovi profili.”

– Se dovesse lanciare un messaggio per invitare un giovane ad appassionarsi alla modellistica, quale sarebbe?
“Mi verrebbe da consigliare di non fermarsi ad uno sguardo superficiale e riconoscere il forte potenziale creativo di questa disciplina, sia per chi la sceglierà come professione, sia come strumento di comprensione e valutazione della moda

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