Grande Fratello VIP 4: La sorella di Clizia Incorvaia la difende sui social dopo l’offesa ad Andrea Denver.

Micol Incorvaia, la sorella di Clizia, attualmente concorrente del Grande Fratello VIP, difende la sorella per  l’offesa ad Andrea Denver.

Annunci

 

La sorella di Clizia Incorvaia difende la sorella che nella casa del Grande Fratello, ha offeso Andrea Denver, scatenando sui social l’indignazione del pubblico che ne chiede a gran voce la squalifica immediata.

 

“Credo sia doveroso da parte mia difendere mia sorella da tutte le cattiverie irripetibili e da tutte le accuse infondate che sono state mosse nei suoi riguardi nelle ultime 12 ore. Trovo che sia allucinante che un modo di dire di utilizzo comune nell’italiano corrente, quindi a livello internazionale, sia stato letto da parte sua come un inneggiare alla mafia. Ma sul serio? Gente che parla di prendere provvedimenti seri, gente che parla di squalifiche. Ragazzi, ma ripigliatevi. Lei sicuramente ha avuto una reazione spropositata e questo nessuno lo mette in dubbio, io sono d’accordo con voi. Ma prima di puntare il dito, possiamo anche realizzare un attimo la situazione che loro stanno vivendo? La situazione di cattività forzata in cui sono costretti a vivere? A stretto contatto con la loro anima più profonda, con i loro sentimenti, con emozioni, frustrazioni, rabbie represse…” afferma sui social Micol Incorvaia.

L’ intervento della ragazza non scaturisce l’effetto sperato che la costringe ad intervenire nuovamente: “Io trovo che ‘mettere in croce’ una ragazza, estrapolando da una frase un significato che questa non vuole in alcun modo sottintendere sia di una cattiveria disumana. Nel caso in questione, la frase ‘Sei un Buscetta’ è stata usata – sbagliando – come un equivalente della frase ‘Sei un traditore’. Mi rendo certamente conto che non sia stato il modo più corretto e cortese di dirlo, ma è assolutamente fuori discussione che si tratti di un inno alla mafia”.

“Mi riferivo ovviamente a una convivenza con gente con cui magari non si sceglierebbe di convivere nella vita reale. Per così tanto tempo e in più senza la possibilità di avere contatti con l’esterno. Credo che sia una situazione che metterebbe a dura prova chiunque. Ma fa anche parte del gioco, di cui lei ha scelto consapevolmente di far parte” si giustifica la ragazza riferendosi alle  parole ‘cattiveria forzata’ usate da lei.

 

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*