Roma, la famiglia Ciontoli ricorre in Cassazione per ridurre la pena

La famiglia Ciontoli ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza di secondo grado per la riduzione della pena.

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Come ben sappiamo il procedimento sulla morte di Marco Vannini si è chiuso nel gennaio scorso a Roma con la pena del principale imputato, Antonio Ciontoli, passata da 14 a 5 anni, e la condanna a tre anni, in primo grado, per la moglie, il figlio e la figlia del militare che nel 2015 sparò, in circostanze mai del tutto chiarite, al 21enne di Cerveteri.

Secondo l’accusa, il ragazzo fu lasciato per tre ore agonizzante con la complicità dell’intera famiglia del sottoufficiale e le sue condizioni peggiorarono fino a morire.

Da anni viene raccontata la seguente versione, il ventenne si trovava in casa della fidanzata e si stava facendo un bagno nella vasca, quando entrò Ciontoli per prendere da una scarpiera un’arma. Partì un colpo che ferì gravemente il ragazzo. Di lì, sarebbe partito un ritardo ‘consapevole’ nei soccorsi e le condizioni del giovane si sarebbero aggravate, fino a provocarne la morte.

Indignazione profonda da parte del popolo italiano, che continua a prendere a cuore la vicenda. Anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini è tornato ad esprimere il suo pensiero, attraverso i social ha manifestato il suo dissenso: “La vita di un ragazzo di vent’anni, ucciso in maniera vigliacca, vale solo cinque anni di carcere? E gli assassini chiedono anche uno sconto… Vergogna. Questa non è ‘giustizia’.

 

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Annamaria Iannelli nasce a Trani il 14/09/1995. Nel 2018, all'età di soli 22 anni, si laurea in lingue e culture moderne per il turismo presso l'Università di Bari Aldo Moro, le sue lingue di studio: portoghese, francese e tedesco. Da diversi anni coltiva la passione per il giornalismo, nel suo tempo libero ama viaggiare, scrivere.

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