U2: Tutte le novità sul nuovo tour

Prima ancora di iniziare le prove del loro tour Experience + Innocence, gli U2 hanno preso una decisione audace: non suoneranno nemmeno una canzone da The Joshua Tree, il capolavoro del 1987 che per tre decenni è stato la colonna portante dei loro live. Del resto la band ha trascorso l’anno a suonare il nuovo album, che include successi come Where the Streets Have No Name e I Still Haven’t Found What I’m Looking For – in sequenza negli stadi di tutto il mondo.

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La ripartenza ha permesso agli U2 di mettere in piedi uno dei tour più radicali di sempre, uno sguardo – ricco di tecno- logia – sugli angoli più nascosti del loro catalogo, insieme alla maggior parte delle canzoni di Songs of Experience, l’album dello scorso anno. «Questo tour è per i fan dei nostri lavori più recenti», dice il chitarrista Edge, «il pubblico più motivato, che ha continuato a seguirci e ascolta tutto quello che facciamo».Nel tentativo di creare uno show davvero moderno, la band ha trovato come sfruttare in modo originale il problema dei cellulari, gli U2 chiedono ai fan di scaricare un’app che, una volta attivata, trasforma Bono in una gigantesca, spettrale presenza. È la prima volta che una band da stadio ha creato un’esperienza di realtà aumentata durante un live. «Mettiamola così: se proprio dovete guardare il cellulare, allora vi forniamo qualcosa che faccia parte del racconto», dice lo storico direttore creativo della band, Willie Williams, «piuttosto di lasciarvi registrare un video che nessuno guarderà mai».

Tra le altre chicche del tour c’è il crescendo di City of Blinding Lights, e il ritorno dell’alter ego di Bono del periodo Zoo Tv, il diabolico Mr MacPhisto. «È proprio quando credete che io non esista», ha detto Bono nella prima serata del tour a Tulsa, in Oklahoma, lo scorso 2 maggio, «che posso lavorare meglio». Per i fan duri e puri, la maggior sorpresa è la presenza in scaletta di Acrobat, da Achtung Baby, l’unico pezzo da quel disco del 1991 che non è mai stato suonato live. «Semplicemente, non ha mai trovato spazio, prima», dice Clayton. «Ma i fan più appassionati lo desideravano da tempo». Versi come “Don’t believe what you hear/Don’t believe what you see” sembrano di nuovo attuali, in epoca Trump.

 

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