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Fedez e la censura Rai sui diritti civili

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La Rai smentisce quanto dichiarato nel concerto del Primo maggio da Fedez e lui pubblica sui social una chiamata con i vertici della rete.

Fedez e la censura Rai sui diritti civili

Il Concertone del Primo Maggio di quest’anno, sarà ricordato come lo sfondo della guerra tra il rapper Fedez e la Rai, dove sono stati coinvolti i diritti civili e anche quelli di pensiero. Il marito di Chiara Ferragni ha rivolto alla rete delle accuse, affermando che i dirigenti avessero provato a censurare il suo discorso sui diritti civili che voleva esternare durante la sua esibizione. Era stato chiesto al rapper di evitare di fare nomi dei politici e dei rispettivi partiti. La Rai ha poi smentito di aver chiesto a Fedez, il suo discorso in anticipo per poterlo valutare e negargli ogni tentativo di censura. Il giovane artista ha espresso il suo sostegno al DDL Zan, ma al tempo stesso ha attaccato anche alcuni membri della Lega, ma ha avuto qualcosa da dire anche al Senato.

Fedez e la censura Rai sui diritti civili

Fedez ha affermato che secondo il politico Andrea Ostellari, il Senato non ha avuto il tempo per esprimersi in merito al DDL Zan, poiché impegnato in altre cose più importanti, cose che sono state elencate dal rapper, come il diritto al vitalizio e il bilinguismo dei poliziotti della provincia di Bolzano, tutte cose che secondo il partito, sono più importanti di persone discriminate per il loro orientamento sessuale. Una volta saputo della smentita da parte della Rai, Fedez ha pubblicato una serie di Instagram Stories, dove appare un video che poi è stato pubblicato anche su Twitter, della telefonata tra il rapper e la Rai. Nelle clip si sente Ilaria Capitani, Vice Direttore di Rai 3, intervenire mentre Federico Leonardo Lucia si stava confrontando con un collaboratore, il quale stava cercando di convincere il giovane artista a non pronunciare determinate frasi in un determinato contesto.

Fedez e la censura Rai sui diritti civili

Il collaboratore Rai con cui Fedez stava parlando al telefono, lo ha esortato ad adeguarsi al sistema, aggiungendo che sul palco del Concertone del Primo Maggio, non poteva fare nomi e cognomi. Il marito di Chiara Ferragni, si è infuriato, dicendo di essere libero di fare ciò che vuole ed esprimersi: “Perché non posso dire che un consigliere leghista in pubblica piazza ha fatto questa affermazione? Qual è questo sistema che evidentemente non riconosco?” ha commentato Lucia, il quale, nella sua esibizione, si è rivolto prima al Presidente del Consiglio Mario Draghi, chiedendogli di dare ai lavoratori del mondo dello  spettacolo la stessa attenzione che riservano alla Superlega di Calcio e poi ha parlato del DDL Zan. In moltissimi si sono schierati dalla parte di Fedez che ha esternato il pensiero di molti.

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