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Gerry Scotti e il suo essere nonno: “Mi rendo disponibile”

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Gerry Scotti racconta in un’intervista al Corriere della Sera, com’è essere nonno della piccola Virginia, figlia di Edoardo Scotti.

Gerry Scotti e il suo essere nonno: "Mi rendo disponibile"

Virginio Scotti, conosciuto da tutti come Gerry Scotti o zio Gerry, lo scorso dicembre, suo figlio Edoardo Scotti e la moglie Ginevra Piola lo hanno reso nonno di Virginia. Ora in un’intervista al Corriere della Sera, il conduttore racconta com’è cimentarsi in questo nuovo ruolo e il passaggio dall’essere lo zio Gerry per tutti i telespettatori all’essere nonno della piccola Virginia.  Appena iniziata l’intervista, il giornalista chiede a Gerry Scotti come sta, visto che il conduttore era stato contagiato ed ha dovuto combattere contro il Covid-19: “Grazie a Dio sto bene. Rispetto alla media di quello che sento e leggo il virus mi ha preso forte ma ha lasciato zero strascichi, mentre amici e conoscenti che l’hanno fatto in piedi a settimane di distanza hanno ancora spossatezza, dolori, stanchezza. Adesso ho una buona dose di anticorpi che mi colloca nelle ultime posizioni dei vaccinandi” ha raccontato Gerry. Dopo aver parlato di questo argomento che lo ha visto coinvolto e che fortunatamente si è risolto per il meglio, Scotti può parlare del suo nuovo ruolo, quello del nonno.

Gerry Scotti e il suo essere nonno: "Mi rendo disponibile"

Negli ultimi giorni, Gerry Scotti, diventato nonno lo scorso dicembre, ha pubblicato una foto sul suo profilo Instagram dove spinge la carrozzina della nipotina Virginia, nome dato alla bambina dai suoi genitori per omaggiare il nonno paterno, infatti il conduttore a riguardo commenta: “Il mio nome ogni volta è una sorpresa, per tutti sono Gerry ma mi chiamo Virginio, un nome che declinato al femminile è molto più gradevole e bello. Non ho spinto io ovviamente, doveva piacere anche a mia nuora e lei e mio figlio sono stati misteriosi fino alla fine, anche se una foto della cameretta ha svelato un mobiletto con il suo nome. Mi hanno fatto davvero un grosso regalo”. Allora una volta assodato il nuovo ruolo del conduttore, gli viene chiesto come si comporta un nonno e Gerry risponde: “Sono consapevole del mio carattere apprensivo e invadente, diciamo pure ingombrante, e soprattutto nei primi giorni sono stato molto discreto. Il via vai di amici e parenti era pressante, mi sono dovuto sforzare per stare al mio posto, ma so che Ginevra e Edoardo hanno gradito. Mi rendo disponibile se serve qualcosa, a chiamata. Insomma sanno che il nonno c’è”.

Gerry Scotti e il suo essere nonno: "Mi rendo disponibile"

Gerry Scotti si definisce quindi un nonno invadente e nel caso abitasse accanto al figlio e alla nuora, commenta dicendo che sarebbe ancor più invadente: “Se abitassimo a portata di passeggiate sarei di certo più invadente. Ci diamo gli appuntamenti al parco Sempione (a Milano), ogni volta che portano lì la bambina cerco di andarci anche io, li raggiungo in macchina o in bicicletta. Complice il bel tempo che arriverà i giretti fuori si intensificheranno. Intanto già spio quello che fanno gli altri nonni”. Avere un nonno famoso, comporta che quando si fanno delle passeggiate, si venga spesso fermati dai fans, ma nel caso di Scotti, indossando la mascherina è difficile riconoscerlo e quindi questo pericolo non c’è, è lui stesso a dirlo: “La mascherina è un toccasana, penso che sarò l’ultimo a toglierla. Comincio a capire i giapponesi che vedevamo in giro anni fa, loro la sapevano lunga…”.

Gerry Scotti e il suo essere nonno: "Mi rendo disponibile"

Impossibile non chiedere a Gerry Scotti, quali sono state le sue emozioni nel diventare nonno e lui nella sua intervista al Corriere della Sera, risponde: “Nei primi giorni avevo una paura terribile a tenere la nipotina in braccio, nemmeno con mio figlio ero così imbranato. E poi il periodo che stiamo vivendo impone un sacco di attenzioni: mascherina, gel, disinfezioni, è una preoccupazione in più anche se ho già avuto il Covid. Ora vedo che — sarà per le mie forme morbide — Virginia si addormenta volentieri in braccio. Appena posso me la spupazzo e me la godo, anche se quando sono così piccoli il rapporto è piuttosto animalesco. Di sicuro però evito di farle i versi scemi che fanno certi adulti ai bambini, mai capita quella cosa”. Il conduttore poi afferma di essere stato per il figlio Edoardo Scotti, avuto dall’ex moglie Patrizia Grosso, un padre indaffarato, in quanto è diventato papà, nel momento di massima pienezza della sua carriera, ma aggiunge che tutte le sere, all’ora di cena, tornava a casa e in questo modo sapeva tutti i ritmi e gli orari del figlio. “Mi sono separato quando lui aveva 7 anni e divorziare ha reso difficile ma al tempo stesso cementato il nostro rapporto. Ho smesso di essere marito e ho scoperto di essere padre. Mi sono assunto più responsabilità e ho valutato più la qualità che la quantità del mio esserci. Penso di esserci riuscito perché con mio figlio ho un ottimo rapporto” continua Gerry Scotti affermando di non essere riuscito mai ad esercitare con Edoardo nessuna forma di severità.

Gerry Scotti e il suo essere nonno: "Mi rendo disponibile"

Infine, viene chiesto a Gerry Scotti cosa sogna per la sua nipotina Virginia e lui risponde: “Noi, figli del boom economico degli anni Sessanta, sognavamo per i nostri figli un futuro migliore. Ahimè adesso sono qui a dirmi che sarebbe bastato un futuro simile al mio perché in giro non vedo cose bellissime. Da padre e da nonno sono preoccupato. Sto leggendo il libro di Sabino Cassese, Una volta il futuro era migliore. Comincio a crederci, ma mi auguro ci sia un’inversione di rotta”, mentre invece, per quanto riguarda la paura più grande, il conduttore ha il terrore di questi social network e del bullismo, in cui in questi tempi causano sempre delle tragedie e commenta: “La nostra generazione se ne deve occupare, non possiamo lavarcene le mani”.

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