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Gossip News Italia: Le reference della sfilata di Gucci.

Gucci è sicuramente tra i marchi che durante la Milano Moda Donna si sono distinti per la loro particolarità. Certo non è la prima volta: come sempre anche questa stagione il direttore creativo Alessandro Michele ha ideato una sfilata evocativa e profonda, raccontando una storia. Non solo una presentazione di abiti, ma un vero e proprio cocktail di reference e di citazioni, tutti elementi che lo hanno ispirato. Rispetto al solito i capi singoli erano piuttosto semplici, composti da completi portabili, anche se il tutto era comunque caratterizzato da uno styling eccentrico e bizzarro “alla Gucci”. Il concetto dal quale Michele è partito per sviluppare questa collezione èquello dell’ identità personale: ha fatto riferimento alla filosofa tedesca Hanna Arendt (1906 – 1975) e al suo saggio Vita Activa. La Arendt in quest’opera si ricollega al concetto di “vita attiva” dell’uomo greco all’interno della realtà della poleis sopratutto ai tempi di Pericle in contrapposizione a un mondo pervaso da tecnologie e totalitarismo. Nelle città-stato greche il cittadino si sentiva in dovere di occuparsi della politica, non solo per sé stesso ma per l’intera comunità, e si può dire che da questo punto di vista Michele ci ha preso in pieno, perché il discorso della Arendt potrebbe essere perfettamente trasportato ai giorni nostri. L’elemento della maschera per Alessandro Michele non è altro che il nostro modo di mostrarci sul palcoscenico del mondo, attivamente, prendendo parte a tutto ciò che ci circonda. Contrariamente al punto di vista di Pirandello, secondo cui ognuno di noi indossa una o più maschere (metaforicamente parlando) nella vita di tutti i giorni per nascondere la propria vera essenza, per Michele la maschera può essere invece anche presa di posizione e coscienza, noi scegliamo di indossare una determinata maschera per affermare noi stessi, un nostro punto di vista, per definire la nostra soggettività e il nostro posizionamento etico e politico, non per forza per nasconderci. Un altro elemento che ha catturato l’attenzione durante lo show è stato il gioiello-scultura che copriva le orecchie di alcune modelle. Si tratta di un omaggio a Fashion Fiction #1, un’opera realizzata da Eduardo Costa nel 1966 in oro 24 carati e pubblicata nel 1968 su Vogue USA.

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