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La Digital Fashion Week di Dior

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Tempo di lettura: 4 minuti

Maria Grazia Chiuri ha svelato la sua ultima collezione d’alta moda per Christian Dior in un cortometraggio che sembra destinato a diventare un classico del cinema surrealista.

Una Settimana della Moda interamente digitale di tre giorni e 33 eventi. Girato tra antiche rovine nelle campagne attorno a Roma, e diretto da Matteo Garrone, il corto ha per protagonisti una serie di ninfe, sirene, fauni e creature mitologiche in un giardino elegiaco, e fa riferimento al “Théâtre de la Mode”.

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Nel film di Garrone, le fantasticherie di meravigliose creature vengono silenziosamente interrotte da due facchini d’hotel che portano un voluminoso baule realizzato con il design del flagship parigino di Dior su avenue Montaigne.

Il Film evento di Dior

Immediatamente incuriosite, le bellezze occupate a bagnarsi semivestite sotto un antico ponte romano abbandonano i loro giochi in acqua per scoprire nel baule una serie di creazioni sartoriali in miniatura.

Digital Fashion Week Dior

L’immagine di apertura ha come protagoniste le sarte – o petit mains – del famoso atelier Dior di Parigi, intente a lavorare alla collezione.

Intitolato Le Mythe Dior, il film di 10 minuti racconta come queste magiche bellezze si innamorino degli abiti. Come quando uno dei facchini tenta una bellissima ragazza dentro una conchiglia gigante invitandola ad uscire per ordinare un abito a colonna in stile greco. Il fattorino le prende attentamente le misure con un metro da sarto, mentre riecheggia la colonna sonora lunare di Paolo Buonvino.

Maria Grazia Chiuri

La designer è stata anche influenzata dalle “figure magnificamente ispiratrici” del movimento surrealista: donne come Lee Miller, Dora Maar, Dorothea Tanning, Leonora Carrington e Jacqueline Lamba. Muse in ognuno dei campi da loro scelti.

La collezione è così affascinante che anche un paio di spiriti della foresta intenti a baciarsi appassionatamente all’interno di un albero rinunciano al loro abbraccio perché la ragazza possa provare un abito nero in pizzo a rete e plissé mimetico.

Gli abiti così eleganti risvegliano un’antica statua di pietra di una dea, che tocca bramosa con le dita un tubino. Sia la ragazza della conchiglia che l’antica divinità ricordano Maria Grazia, con la sua attuale capigliatura bianca.

Le sfilate post Lockdown

Anche chi se ne infischia altamente della moda non può non ammirare questo bellissimo film. Dopo i giorni bui del lockdown, è parso un generoso dono di Dior al mondo. Un tempestivo promemoria dell’importanza della fantasia in tutte le nostre vite.

Lo splendido film di Dior è sembrato ancor più appropriato visto che è uscito nel giorno in cui l’Italia ha perso un altro grande romano, Ennio Morricone, il più importante compositore del cinema italiano.

Alla fine del film, si scopre che anche la sirena si è presa un abito color pietra, con il quale nuota in mezzo a un fiume muschioso nei Colli Albani; mentre le ninfe che pettinano le gigantesche trecce delle loro acconciature sono ormai vestite con abiti di raso dal colore dell’oro brunito.

 

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