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La Moda si converte: produzione di dispositivi sanitari

Dal lusso alle mascherine, dalla cosmesi al gel disinfettante

Con l’emergenza coronavirus sono in forte aumento le fabbriche che hanno riconvertito la loro produzione per soddisfare la crescente richiesta di dispositivi di protezione individuale, solidarizzando con chi si sta battendo contro la crisi innescata dal virus Covid-19.

Tante piccole e medie imprese si stanno attivando in tal senso, mentre Confindustria Moda sta cercando di tirare le fila di questa fase un po’ confusa, coordinando centralmente le conversioni di parte della produzione delle aziende che chiedono di realizzare per solidarietà gel, mascherine, camici e calzari.

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Tra le aziende italiane, a Miranda, comune in provincia di Isernia, è Modaimpresa, guidata dal CEO Romolo D’Orazio, da anni impegnata nella realizzazione di capi di abbigliamento per la moda, a riconvertire la produzione dedicandosi ora alle mascherine protettive con filtro.

L’azienda molisana garantirà al sistema 10.000 mascherine al giorno, con numeri in continua crescita, distribuite in lotti di 500 pezzi ciascuno.

L’intera produzione sarà realizzata da 75 sarte, tra quelle interne e quelle facenti parte dell’indotto locale, e utilizzerà cotone lavabile con un filtro interno estraibile e riutilizzabile a seguito di disinfezione con alcool o altro disinfettante.

I brand del gruppo IDT S.p.A. Ayay e Bodyboo (il primo, digital brand di cosmesi intima femminile, il secondo, linea di intimo shapewear) devolveranno l’intero incasso della prossima settimana a Progetto Arca, impegnato nella campagna di raccolta fondi #Proteggiamoli!, per acquistare 50.000 presidi sanitari, 10.000 flaconcini di gel disinfettante, 15.200 mascherine usa e getta, 22.000 guanti monouso, 300 camici monouso, 285 tute monouso, 236 litri di disinfettante.

L’obiettivo sono soprattutto i senzatetto, circa 50.000 persone che vivono per strada in Italia, e che in queste settimane non possono rimanere in casa perché non ce l’hanno.

Progetto Arca si occupa proprio di loro, ricorda la nota, perché con la chiusura di molti servizi, i senzatetto fanno più fatica a trovare da mangiare e dove lavarsi.

Senza nemmeno poter più contare sulla generosità dei passanti, le loro necessità aumentano. Soli, indifesi, indeboliti da fragilità e malattie accumulate negli anni, cercano di proteggersi come possono dal Covid-19 risultando più esposti al rischio di contagio.

A Melpignano (Lecce), i dipendenti della tessitura del Salento Industriale, dove di solito si realizzano stoffe per abbigliamento e accessori, hanno chiesto al gruppo Canepa di riconvertire la produzione per rispondere all’appello del Governo per le mascherine. Con un parco macchine di 96 telai, la tessitura del Salento è una delle più grandi di Italia.

Qui in un paio di giorni sono stati realizzati dei campioni che saranno consegnati all’Unità di Crisi della Regione Puglia per la certificazione. “Le mascherine”, ha spiegato Michele Canepa al quotidiano comasco La provincia di Como, “sono in un tessuto sanificato grazie a un procedimento che utilizza il chitosano”.

Fuori dai confini nazionali, il gruppo francese LVMH, proprietario di Louis Vuitton, Dior e Fendi fra i tanti, ha annunciato già da alcuni giorni che dedicherà in Francia la sua divisione Profumi & Cosmetici a produrre esclusivamente il gel disinfettante da distribuire in tutto il territorio francese.

E così anche in Cina dove, grazie agli incentivi del governo, numerosi stabilimenti hanno trasformato la loro produzione. Migliaia di aziende, tra cui grandi case automobilistiche come Byd e Gac, hanno creato nuove linee per la produzione di mascherine, tessuti filtranti e altro materiale.

Tornando all’Italia, tra le aziende che hanno già comunicato iniziative di questo tipo c’è anche Cifra, impresa di Verano Brianza (MB) che sviluppa la tecnologia “WKS-Warp Knit Seamless” per marchi internazionali di moda, sport e athleisure, la quale ha prodotto la mascherina “Warp-Mask”.

Anche i laboratori sartoriali presenti negli istituti penitenziari italiani possono produrre 10.000 mascherine al giorno. È il “dato significativo” fornito dal ministero della Giustizia.

Inoltre, la Fondazione Carla Fendi comunica di aver messo a disposizione 10.000 mascherine da destinare agli ospedali di Spoleto e Foligno e ad altri presidi secondo le priorità valutate dall’azienda USL Umbria 2.

Ricordiamo, infine, che anche la milanese Giglio Group, che progetta e gestisce siti di e-commerce per marchi di moda e lifestyle, ha trovato un milione di mascherine per la Regione Liguria, che era in difficoltà a reperirle, grazie alla sua piattaforma e-commerce cinese.

 

Raffaella Manetta

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