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Michael Kors porta la natura in città

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La natura in città: Michael Kors è tornato a sfilare per la prima volta dopo il lockdown nella cornice bucolica ma al tempo stesso urbana di un “community garden” del Bronx.

“L’ho disegnata con più riflessione e intento che mai”, ha detto Kors. “Siamo stati tutti costretti a rallentare e ad apprezzare cosa ci circonda in modo nuovo. Un fiore che sboccia, un tramonto, la passeggiata sul fiume, Michael Kors ci hanno regalato speranza”.

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In quasi 40 anni nella moda Kors pensava di “aver visto di tutto”, ma poi è arrivato il Covid e “il mondo improvvisamente si e’ fermato”.

Stop alle tre trasferte primaverili in Italia, stop alle relazioni, i contatti umani, la famiglia, le clienti. “Ma gli esseri umani sono adattabili” e il gigante del “fashion system” ha fatto di necessita’ virtù. La nuova linea per la primavera estate 2021 realizzata interamente in Italia è figlia di “Zoom”.

Il legame tra moda e natura di Michael Kors

La natura in città, il filo conduttore del debutto sul sito e sui canali social del brand grazie a un video di Haley Elizabeth Anderson filmato a pochi isolati di distanza da dove era cresciuto suo nonno, in uno dei giardini e orti urbani del New York Restoration Project, l’iniziativa fondata a metà anni Novanta dalla cantante e attrice Bette Midler per portare il verde tra il cemento della Grande Mela.

Con “American Idol” in Tv che la scorsa primavera ha supplito al silenzio della musica dal vivo, è alla vincitrice dell’ultima stagione, la ventunenne di Harlem Samantha Diaz (Just Sam), che Kors ha affidato la colonna sonora con brani della leggendaria Carole King tra cui la pluripremiata You’ve Got a Friend.

Comodità, longevità e versatilità sono le tre parole d’ordine della visione della moda per il “mondo nuovo” creato dal virus in modo che i capi creati e indossati durante il lockdown restino validi oltre la quarantena.

La collezMichael Korsione di Michael Kors

Come la giacca dal taglio di sartoria di lino candido portata su una camicia-tunica di garza di lino e pantaloni dello stesso colore: potrebbe diventare un abito da sposa “gender fluid”.

Le gonne sono tagliate in sbieco o a sarong, i pantaloni larghi e comodi, le borse intrecciate a mano o lavorate a maglia, “vanno bene per il mercato ma anche per il ritorno in ufficio”, cosi’ come a mano sono effettuati i ricami.

La T-shirt si trasforma in pelle scamosciata a trafori, la classica camicia da uomo prende il volo con uno chemisier di popeline dai mille spacchi.

Un miniabito con minuscole perline applicate resuscita quello presentato da Kors per la primavera 1991 che poi Anna Wintour indossò alla festa per i 50 anni di Grace Coddington.

Come dire che “le cose belle reggono il test del tempo”, in linea con il tema della prossima mostra del Constume Institute “About Time” rinviata per la pandemia e che aprirà (senza il tradizionale gala) il 29 ottobre al Met.

 

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