Gossip News Italia

Daninseries presenta il suo romanzo al Lucca Comics

Condividi:
Tempo di lettura: 19 minuti

Ieri pomeriggio in diretta streaming Daniele Giannazzo insieme all’attore Francesco Centorame, ha presentato il suo romanzo al Lucca Comics.

 

Ieri sabato 31 ottobre 2020 si è svolta in diretta streming sul canale del Lucca Comics, la presentazione di “Roe e il segreto di Overville“, il primo romanzo di Daniele Giannazzo, conosciuto da tutti come Daninseries, l’ influencer delle serie TV, con lui a presentare il libro disponibile in tutte le librerie dal 27 ottobre, c’era l’attore di Skam Italia e Gli anni più belli, Francesco Centorame che alcune volte è stato intervistato dallo stesso Giannazzo, mentre in questo momento come hanno detto loro, i ruoli si sono invertiti.

Pubblicità





 

Francesco Centorame inizia la presentazione, salutando Daniele Giannazzo, chi li ascolta, la casa editrice Mondadori che ha pubblicato il romanzo di Daniele ed infine il Lucca Comics che ha permesso loro uno spazio virtuale per poter presentare il libro. Centorame inizia col presentare Daniele, considerato nel mondo del web esperto di serie TV, web manager e creatore e fondatore della community Daninseries, ma passiamo al romanzo “Roe e il segreto di Overville“, Francesco aggiunge che questo libro è un viaggio, Daniele commenta che ha ragione: “Questo libro inizia con un viaggio che è quello di Roe, che da un momento all’altro deve lasciare la grande mela per andare in questa cittadina sconosciuta di nome Overville, dove dovrà passare più di un anno e dovrà vivere insieme alla nonna che non ha mai conosciuto, poi si spiegherà durante il libro per quale motivo. Parte con un viaggio vero e proprio, fisico e si trasforma anche in un viaggio interiore di lei che comunque ha 15 anni, è un’età particolare, ci sono i primi amori, ci sono le prime esperienze e la porta alla maturazione. Allo stesso tempo sarà un viaggio per il lettore e devo dire che lo è stato anche per me scrivere questo romanzo”.

Francesco Centorame dichiara di avere molte curiosità e gli chiede come nasce il libro, Daniele Giannazzo risponde: “Questo libro, un po’ come tutte le cose belle, nasce per caso. Io ho sempre avuto da sempre l’intenzione di scrivere un romanzo e proprio due anni fa, addirittura sembra una strana coincidenza, ma proprio a Lucca Comics di due anni fa, ho incontrato in un ristorante, immaginiamoci l’atmosfera del Lucca Comics a cercare un posto dove mangiare, ho incontrato in questa strana circostanza, tra tantissima gente, quella che oggi è diventata la mia editor, Simona. Lei già mi conosceva, si è presentata, ci siamo scambiati i contatti e abbiamo detto sentiamoci per parlare di un progetto, perché io le avevo accennato di avere in mente qualcosa. Diciamo che c’erano due cose sul tavolo: un romanzo che era molto più impegnativo fare e un manuale di serie TV che un giorno lo farò. Ci siamo sentiti e lei me l’ha proposto, però ha detto: ‘Dani guarda, io ti leggo spesso, tu molte volte le serie che recensisci le rendi più interessati di quelle che sono, prova a darmi una bozza di una storia, la valuto e se è buona pensiamo ad un romanzo, so che è molto più difficile da fare ed impiega più tempo, però dato che la vuoi fare da sempre o la fai adesso o non la fai più’ e ho detto proviamoci, sono stato tutta l’estate, ho sviluppato questa bozza ed è nata Roe, è piaciuta”.

Centorame commenta che gli piace la frase: ‘È nata Roe’ e gli chiede se la scrittura è sempre stata un obiettivo finale per Daniele oppure se è una cosa venuta da se, Giannazzo allora risponde: “Allora, faccio una premessa, io sono un influencer atipico, nel senso che le persone non mi hanno mai seguito per l’ultimo video caricato su Youtube, non ho neanche un canale Youtube, le persone hanno iniziato a seguirmi per quello che scrivevo, quindi la scrittura più che un obiettivo è il presupposto su cui si fonda tutto quello che ho sempre fatto, che poi si tratti di scrivere su un blog, su un giornale, perché scrivo anche sui giornali, o appunto su un libro vero e proprio più che un obiettivo è una naturale conseguenza, uno sviluppo, è una nuova forma di quello che ho sempre fatto dal principio”. Francesco aggiunge poi che Daniele è anche un rubrichista di Ciak.

 

Francesco Centorame chiede poi a Daniele Giannazzo il processo che c’è dietro la storia di Roe, Daninseries risponde: “Diciamo che mi sono incuriosito anch’io di questa cosa e sono andato a cercare tutti i modi in cui gli scrittori si mettono a scrivere solitamente, c’è chi minuziosamente anche tra amici che me l’hanno detto che sono autori, chi segna ogni cosa, addirittura dato che segna tutto nei minimi dettagli può scrivere prima il capitolo 27 e poi il capitolo 3 e poi c’è un altro modo di lavorare che è quello di lasciarsi andare ad un flusso creativo ed è il mio, nel senso che io avevo in mente l’inizio e l’intreccio principale, neanche la fine, la fine non l’avevo in mente quando lo facevo e da questo mi mettevo lì, mi mettevo a scrivere, ho fatto l’inizio e tutto andava da se, io stesso non sapevo cosa avrei scritto durante la giornata, non sapevo dove sarei andato a parare e cosa sarebbe successo a Roe e mi sono lasciato guidare da questa cosa, ma in realtà lo faccio in tutto”.

Centorame aggiunge dicendo che c’è stato un flusso spontaneo, naturale che è venuto da se, anche nel fatto di iniziare un qualcosa senza sapere come andrà a finire, poi Giannazzo continua: “Sono stato fortunato, perché mi sono bloccato solo due volte, ho passato tipo 3 notti insonne finché non scioglievo il nodo, sono stato fortunato, perché mi mettevo a scrivere e la fantasia viaggiava”, Francesco allora gli domanda: “Di cosa parla “Roe e il segreto di Overville“, senza fare spoiler mi raccomando?” e Daniele Giannazzo risponde: “Parla di questa ragazza che si trova da un momento a stravolgere la propria vita per andare a vivere in questa città che non conosce e va’ a vivere dalla nonna che non ha mai conosciuto, qui svilupperà i primi amori, la cosa divertente è che ho preso tutti i clichè tipici delle storie e le ho completamente capovolte. Quindi il lettore inizialmente si troverà qualcosa di già visto, un triangolo, un amore, un mistero, tuttavia all’improvviso tutto verrà capovolto e si troverà a leggere più e più cose insieme, ci sono tutti i  clichè ma anche tutti i generi che potevo inserire, cercando di metterli e creare un mosaico perfetto, abbiamo il drama adolescenziale, il romanzo di formazione per crescita di Roe, il mystery, una punta di noir, il thriller e un genere che chi mi segue sa che dovevo per forza inserirlo”.

“A chi ti rivolgi, ad un pubblico in particolare o a più?” chiede Francesco Centorame, allora Daniele risponde: “Mi rivolgo a più fasce d’età diciamo però principalmente mi rivolgo ed è pensato per gli adolescenti proprio perché Roe è un’adolescente e ho fatto questa scelta per diversi motivi, uno dei quali, vorrei tra dieci anni che l’adolescente che si porta il mio libro al liceo lo rivedesse con la stessa malinconia con cui io guardavo Harry Potter, ovviamente non sto paragonando assolutamente le due cose, immagino e ho ricevuto dei messaggi a tal proposito questi ragazzi che portano il libro a scuola, ne parlano con gli amici ed hanno questo entusiasmo che avevo io quando andavo a scuola e leggevo questo genere di romanzi e poi è un’età che ti lascia qualche messaggio, mi rivolgo principalmente a questo pubblico, però ho ricevuto messaggi da donne e persone più adulte che leggendo il romanzo che se lo sono lette in due giorni, hanno rivissuto il primo amore, le prime delusioni e l’ambiente scolastico, quindi ho piacere che sia arrivata una sorta di verità”.

 

Francesco Centorame  non può che confermare e aggiunge che il romanzo affronta una vastità di tematiche interessanti e chiede a Daniele se ce ne sia una che ha a cuore e lui risponde: “Sì, ne ho tante a cuore, allora voglio partire dal presupposto che ho voluto creare una storia che sia puro intrattenimento, dove ho inserito dei messaggi all’interno, dove il lettore può decidere se lasciarsi travolgere dall’avventura, dall’amore, dal mistero, dalla ship o a seconda della sua sensibilità cogliere queste tematiche che ho messo all’interno che sono, il bullismo, il classismo tutto visto attraverso gli occhi di Roe, il restare fedeli a se stessi che è il mantra di Roe, il fatto che la propria unicità purtroppo ci allontana dagli altri, ma non deve allontanarci dagli altri perché è il punto forte del nostro carattere, ci deve avvicinare agli altri questa cosa, diciamo che non voglio insegnare niente, ma vorrei che le tematiche del libro riuscissero a far sentire le persone più comprese e meno sole, perché Roe è la portavoce di quello che vivono e quello che sentono molte persone” poi Giannazzo aggiunge che vuole che il libro aiuti le persone a capire che non sono sole.

Per quanto riguarda il bullismo, Daniele Giannazzo lo racconta in maniera molto vero in un contesto di intrattenimento d’avventura, lo racconta come lo vive una ragazza del liceo e lo vive sia dai compagni di scuola che da una professoressa. Giannazzo afferma di aver voluto mettere queste tematiche perché le scuole superiori sono un periodo molto delicato per gli adolescenti e il professore essendo una figura di cui lui ha grande considerazione perché ha un ruolo di formazione in quel periodo e un professore che scredita uno studente, sono messaggi forti che lui ha visto e ha sentito per il fatto di essere a contatto con molti ragazzi e sono messaggi che ha subito anche lui stesso. Daniele ha voluto riportare questi temi nel romanzo per far capire alla gente che non è colpa loro e che non sono soli e aggiunge che al giorno d’oggi forse con i social è un pochino più facile capire che non si è soli rispetto a prima. Centorame aggiunge che più che importante sia una cosa fondamentale sapere di non essere soli, commentando che quello che una persona di cui provi stima, incide moltissimo sulla persona e aggiunge che quella di Roe è una grande testimonianza e che nella realtà ci sono molte Roe e molti Roe.

 

Francesco Centorame poi esprime un dubbio da lavoratore dello spettacolo e chiede se ci sono state delle paure, dei timori o delle perplessità prima, durante e dopo la scrittura, allora Daniele risponde: “Prima ti dico, avevo paura a trattare determinate tematiche, avevo paura di non sentirmi all’altezza di come le stavo trattando e scrivendo, ho cercato di farlo nel modo più vero possibile, ho ricevuto dei feedback di persone di cui ho toccato corde delicate e che mi hanno ringraziato e soprattutto non solo persone che lo stanno vivendo, ma anche quelle che hanno vissuto determinate cose e mi hanno scritto tramite dei messaggi di aver voluto leggerlo tanto tempo fa. Adesso dubbi, paure e perplessità di adesso, riguardano le critiche, perché oggi i ruoli si sono capovolti, io solitamente sono dall’altra parte, sono io che recensisco, sono io che faccio le critiche e tutto e so per esperienza anche tramite alcuni colleghi che il 90% delle critiche che siano di persone competenti, che siano semplicemente giudizi personali, non sono costruttive, sono date da altri motivi. Io parto dal presupposto che ognuno ha la propria opinione e deve esprimerla, come si dice e perché si dice quella cosa, c’è un abisso. Molto spesso le critiche non sono semplici opinioni personali, le critiche vengono fatte anche con arroganza e presunzione”.

Francesco Centorame chiede a Giannazzo se ha già dei feedback e lui risponde: “Sì, tante persone l’hanno letto, ho ricevuto recensioni, critiche molto belle anche da quotidiani importanti e sono contentissimo, ma quelle che mi premono di più sono quelle del pubblico e tanti ragazzi mi hanno scritto, l’hanno letto in un baleno, chi lo sta leggendo, alcuni lo hanno apprezzato come semplice storia di intrattenimento, ho amato tantissimo questa ship, l’intreccio è fantastico, ad altri ha toccato corde più intime e di questo sono felice, mi sono arrivati vocali alle tre di notte, io infatti ho creato la pagina apposta su Roe in modo tale da non perdermi nessun commento inerente al libro, vocali alle tre di notte di gente che piangeva perché aveva finito il libro e si era lasciato travolgere da questo finale. Sono molto contento dei feedback ricevuti fino a questo momento, sì sì”.

Centorame poi da attore gli chiede se c’è qualcuno che lo ha ispirato o se ha comunque avuto delle ispirazioni, allora Daniele Giannazzo risponde: “Diciamo che, non voglio far quello che, mi sono ispirato a molte cose che ho vissuto durante il liceo, a molte cose che ho visto accadere ad altre persone, questo tutto per la parte delle tematiche, mi sono autoispirato, la mia esperienza da adolescente mi ha autoispirato e poi per la parte del mistero, dell’intreccio, mi sono lasciato ispirare da tutte le serie TV che ho visto, ho pensato che questa dev’essere la mia storia, io commento le storie altrui, quindi mettiamo il mio bagaglio anche da questo punto di vista e creiamo qualcosa di nuovo”. Francesco Centorame chiede poi all’autore di Roe come una persona come lui che racconta storie di altre persone e che empatizza con il pubblico con storie di altre persone, chiede se il suo è un processo di coraggio come quello di chi scrive e si mette in gioco, cioè non stare più dietro le storie ma raccontarle, allora Daniele risponde che pensa che tutti siamo più simili di quanto crediamo e tante storie che possono essere esperienze sue o degli altri possono essere simili, aggiunge che sta raccontando la sua storia e spera anche quella di tante persone.

Francesco aggiunge che prima si è parlato di serie TV e nel libro vengono citate, Daniele allora commenta: “Senza fare spoiler, avrai trovato anche tu qualcosa, sì c’è molto citazionismo e mi sono divertito a fare una sorta di gioco all’interno del libro, qualcosa di secondario, dove ho inserito sia riferimenti diretti in cui appunto nominavo le serie TV, sia nascosti, in situazioni, nomi, in momenti particolari, il gioco del lettore sarà anche riuscirle a trovarle tutte, sono tantissime serie televisive citate anche molto profondamente”. Daniele l’ha fatto perché le persone che lo seguono amano le serie TV e si divertiranno e aggiunge che quando tra un po’ di tempo avranno visto Roe, li metterà alla prova con un quiz per riuscire a trovare tutte le citazioni, Francesco afferma che è interessante e che questa è una cosa che personalmente lo ha tenuto per tutto il tempo coinvolto, Daniele ha aggiunto che il tutto è stato molto naturale e che bisogna avere una grande cultura televisiva e lui si divertirà a fare un forum.

“Ci sarà, potrebbe esserci un sequel?” chiede Francesco Centorame, Daninseries allora risponde: “Me lo stanno chiedendo, la prima cosa che mi chiedono una volta che hanno finito il libro è: Devi fare il secondo. Io ti posso dire che mi sento come il produttore di una serie televisiva che sta aspettando il rinnovo dal network, perché io Roe, l’ho pensata come una saga e so già cosa succederà in linea di massima, appunto come dicevo, all’inizio e all’intreccio del prossimo eventuale volume, sta al network, in questo caso non stiamo parlando di serie TV, sta a Mondadori, vediamo se riusciremo a trovare, se ci sarà da parte di Mondadori di trovare un accordo e io l’ho pensata come una saga quindi mi piacerebbe che la storia di Roe proseguisse e mi piacerebbe che un giorno diventasse anche una serie televisiva, perché no” quindi si può affermare che dipende da tanti fattori un’eventuale sequel e Giannazzo è propenso a farlo.

 

Ecco la presentazione di “Roe e il segreto di Overville” al Lucca Comics 2020.

 

 

 

Condividi:

Lascia una risposta