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Alessio Gentile: vi presento la mia Art Dark

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Alessio Gentile presenta la sua Art Dark, la più ricercata tra collezionisti e non

Alessio Gentile: vi presento la mia Art Dark Classe 1977 Alessio Gentile è nato a Petronà, un piccolo comune a ridosso della Sila. Fin da piccolo dimostra interesse per tutto ciò che è arte. È un pittore disegnatore autodidatta e appassionato dai fumetti giapponesi, incrocia a 16 anni l’arte del tatuaggio. A ridosso degli anni 90, lascia la sua terra e si sposta a soli 19 anni a Edimburgo in Scozia. Non solo, inizia a spostarsi per l’Europa, fino a fermarsi e aprire il suo primo studio in Svizzera, dove conoscerà le persone che ancora oggi fanno parte della sua vita. Oggi, tantissimi artisti collaborano come special guest, con gli studi “Or Noir Tattoo Gallery”. Nell’intervista che segue ci racconta personalmente il suo percorso artistico. 

Alessio parlaci della tua Art Dark?

Più che una definizione è un percorso, un viaggio introspettivo e d’esplorazione del mio lato oscuro, che riesco a inserire nelle mie opere. C’è un filo conduttore in tutte le mie sculture, un tema sempre ricorrente che rappresenta quello che sento, sono e nel corso degli anni mi ha aiutato a conoscermi meglio. Nella mia creatività c’è il caos e quella ricerca di volerlo mettere costantemente in ordine“. 

Nelle tue opere quali sono gli elementi caratterizzanti?

Il teschio, l’oro e il nero. Soprattutto, voglio soffermarmi sul primo, il teschio che racchiude in se quelli che sono i miei demoni e nel contesto finale dell’opera, funge da elemento che esorcizza le mie paure. Non solo, crea quella tensione e provocazione a chi si sofferma a guardare e analizzare la scultura“. 

Dove e come hai maturato la tua tecnica di scultura materica? 

In principio sono partito dal disegno, quello che adotto nella realizzazione dei tatuaggi, ma mancava qualcosa non era perfettamente quello che volevo. Poi, ho iniziato ad allargare i confini inserendo elementi e materiali, soprattutto cercandoli“. 

Dove cerchi esattamente i materiali?

Ovunque. Qualche giorno fa sono stato in un negozio second hand e in un angolo ho trovato una busta piena di chiavi. Non so quando arriverà il momento di inserirle in un’opera, ma l’idea di averla e poterle dare un ruolo in una scultura mi affascina e, poi, non è detto che la completi“. 

Spiegaci meglio.

Ci sono alcune opere che ho completato e guardandole bene non sono ancora finite, mancano di qualcosa, che poi quando arriva lo inserisco. Ecco, solo dopo sono pronte per essere esposte o vendute“. 

Come riesci a conciliare l’attività di tatuatore e d’artista?

È come i binari del treno: su uno di giorno viaggia Alessio tatuatore e, spesso di notte, l’artista. Quando ho un’intuizione, ho bisogno di realizzarla è un’esigenza che non posso far attendere. Quindi, mi capita di passare intere notti a lavorare nell’atelier senza sosta, fino a quando raggiungo il risultato“. 

Qual è l’opera cui sei affezionato? 

Red Sacred, è un sarcofago cui interno rosso è imprigionato un cuore trafitto da spilli, cui sopra passano delle catene d’oro. In particolare, il cuore è rosso, pieno delle mie esperienze fatte e ogni singola catena è un’esperienza da quando ho iniziato il mio percorso, la mia evoluzione. Quest’opera è quella parte della mia storia, creatività in continua evoluzione e allo stesso tempo racconta come da avere poco, sono arrivato a possedere molto e nonostante tutto qualcosa manca sempre“. 

 

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